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I Trentasettisti e i mancati accordi


«I “trenta - settisti” hanno sempre cercato un accordo con la Fondazione Ipab Zaccagnino, tant’è che offrirono anche a mezzo dell’ufficiale giudiziario il pagamento degli estagli che fu rifiutato”.
Così Raffaele Rutigliano nella qualità di Presidente dell’associazione “t re n t a s e t t i s t i ”. Per il rappresentante dei “trenta - settisti” c’è stato
un “rifiuto assolutamente immotivato - scrive - per il quale la Fondazione
Zaccagnino non abbia mai voluto un accordo con i “trentasettisti”
nonostante gli stessi abbiano sin dall’inizio della controversia offerto una transazione per il pagamento dei canoni e degli arretrati e compresi gli interessi maturati. Di tutto ciò vi sono fiumi di documenti protocollati”
aggiunge Rutigliano. Lo stesso rappresentante legale s’interroga su “quanto costa è quando è costato alla fondazione Zaccagnino in termini di spese, anche legali “vo l e r ” a tutti i costi continuare dei giudizi ed anzi
aggiungerne altri nonostante da sempre i “t re n t a s e t t i s t i ” ab biano cercato di pagare l’affitto in egual misura rispetto ad altri loro otto “colleghi” che avevano già effettuato il contratto con la Fo n d a z i o n e ? ”. Rutigliano continua. “Perché non si è mai cercato di capire come mai una indagine
cominciata nel marzo del 2003 dalla Procura di Lucera su “ev i d e n t e ” segnalazione degli organi amministrativi dell’epoca appartenenti alla
Fondazione Zaccagnino ad oggi non ha trovato ancora uno sfocio
o nella archiviazione o nel rinvio a giudizio?” e poi: “Per ché nessuno ha mai indagato, sulla volontà, che risulta dagli atti di richiesta di convocazione
e conciliazione – i n nu m e revo l i - con Prefettura, Comune e Regione,
del gruppo degli agricoltori di trovare da molti anni una soluzione transattiva alla vicenda?”. E poi ancora. “Perché nessuno ha indagato su quale sia
effettivamente l’interesse pubblico da tutelare e si sono “appiattiti”
tutti sulle inesistenti ragioni del PM che di fatto hanno provocato solo
e soltanto la impossibilità di raggiungere una transazione di tutta la vicenda?
Sino ad oggi - continua Rutigliano - l’associazione ha ritenuto che
la miglior strategia era il silenzio e quella di avere ragione nelle opportune sedi. Ma tale strategia non ha buoni frutti perché ormai in Italia i processi si fanno con la stampa o la televisione (nostro malgrado)».

Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 11/03/2007

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