| Si
spacca la sezione Udc
Alla vigilia delle elezioni regionali si spacca l'Udc
di Sannicandro. A decretarlo l'inaugurazione ufficiale
del nuovo circolo politico Udc «Aldo Moro» che
fa capo ai fratelli Caruso, da diverso tempo in dissidio con
la sezione Udc «De Gasperi» del segretario Antonio
Grifa e del sindaco Marinacci (la loro assenza, fuga qualsiasi
dubbio in merito). La corrente Caruso «trova
casa», dunque, con la «benedizione» dell'assessore
regionale Angelo Cera che ha presenziato all'inaugurazione
insieme al vicepresidente della Regione Puglia Giovanni Copertino
e ad altri esponenti politici delle sezioni Udc di vari paesi
della provincia.
Inaugurazione in pompa magna con interventi amplificati dagli
altoparlanti per raggiungere anche i distratti e i (più
o meno) indifferenti che transitavano in Corso Umberto I (lungo
il quale, non molto distante, si trova anche la sezione «De
Gasperi") e dintorni. Eletto per acclamazione il comitato
direttivo del nuovo circolo che ha in Domenico Fallucchi
(ex consigliere provinciale) il presidente ed è composto
da: Ciro Tritto, Matteo Magnolia, Salvatore Meola, Matteo
Giagnorio, Dino Di Tullio (presidente dell'"Associazione
Superamento Handicap") e Michele Caruso (consigliere
comunale dell'Udc).
Un circolo che, come ha sottolineato Leonardo Caruso (presidente
della Fondazione Zaccagnino), nel discorso inaugurale, «nasce
con l'intento di perseguire i dettami indicati dalla linea
politica dell'Udc con particolare riferimento alle posizioni
del segretario nazionale Marco Follini, e
in questa direzione, sul percorso tracciato dall'assessore
regionale Angelo Cera». «Il nuovo circolo - ha
affermato Caruso, con riferimenti che non lasciano molto spazio
a dubbi di sorta rispetto ai destinatari - vuole e deve essere
un punto di riferimento a Sannicandro, affinchè
la vera democrazia, la completa libertà di espressione
e soprattutto il modo responsabile di fare politica ritornino
ad essere esperienza tangibile nell'ambito del nostro partito
a Sannicandro».
E poi, ancora: «Dobbiamo, attraverso la dialettica costruttiva,
aprirci al confronto delle idee e delle opinioni, affinchè
il consenso possa derivare dall'assenso, dal convincimento,
non dall'imposizione. La nostra azione politica deve essere
finalizzata a dare risposte concrete sul territorio alle aspettative
dei cittadini, profondendo il massimo sforzo
per trovare una soluzione alla continua emorragia di giovani
che abbandonano Sannicandro. Solo questo modo di fare politica,
basato sul dialogo e sul confronto, può riportare la
discussione vera sui problemi e trovare soluzioni alle domande
della gente».
Infine, concludendo, prima dell'appello per il sostegno a
Cera alle regionali, lancia l'ultima frecciata:
«Siamo animati da chiari e fieri propositi di riscatto,
con l'unico intento di portare sempre più consensi
alla nostra linea politica, affinchè il nostro partito
abbia a riguadagnare quella credibilità e quelle simpatie
che qui si stanno perdendo ogni giorno di più e in
questa direzione fidiamo anche nel fattivo ed imparziale intervento
della direzione provinciale». Ed emblematico del nuovo
corso che gli associati intendono dare all'Udc locale, appare
anche l'intitolazione ad Aldo Moro, definito
da Leonardo Caruso, nel suo discorso «statista umile
ma forte nel difendere i valori in cui credeva e in cui noi
crediamo; esemplare la sua abile e paziente opera di conciliazione
delle tendenze interne al partito, come anche nel colloquio
con le forze esterne, inteso ad ampliare le basi politiche,
sociali e parlamentari della democrazia italiana» sottolineando
di volersi «ispirare alla sua vocazione di moderatore
eccelso della vita politica italiana, propositore e tessitore
di grandi intese programmatiche in grado di creare convergenze,
di eliminare frizioni».
Tratto da "La gazzetta del mezzogiorno"
del 25/02/2005
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