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Ris smentiscono il presunto omicida
C'erano anche frammenti di piombo, forse pallini
da caccia, nel pacco-bomba che il 18 marzo ha ucciso Giorgio
Palazzo, lo studente diciottenne che aveva aperto il plico
indirizzato al padre Onofrio, gioielliere di 42 anni. L'hanno
accertato nelle ultime ore i carabinieri del Ris di Roma eseguendo
rilievi sull'ordigno inesploso: del resto frammenti di piombo
erano stati trovati sul cadavere durante l'autopsia. La presenza
del piombo ha aumentato la potenzialità dei due ordigni
e ora fa riflettere e dubitare i pm foggiani Anna Landi e
Ludovico Vaccaro su quanto confessato dal presunto omicida,
Costantino Bizzarri, il tatuatore incensurato di 24 anni,
vicino di casa della vittima, fermato dai carabinieri tre
giorni dopo il delitto con l'accusa di omicidio premeditato
aggravato ulteriormente dal mezzo insidioso, duplice tentato
omicidio della madre di Giorgio Palazzo rimasta ferita e di
Galasso, e di detenzione di esplosivo. Bizzarri sostiene che
non voleva uccidere nessuno, ma solo intimidire e spaventare
il gioielliere e il meccanico perchè li riteneva responsabili
della rottura della sua relazione con Giorgia Palazzo, sorellastra
dell'orefice. Ma la presenza di piombo nelle bombe ne aumenta
la potenzialità e le rende ancor più micidiali.
Perchè Bizzarri - argomentano i pm - non aveva detto
d'aver aggiunto pallini all'esplosivo quando l'avevano interrogato
martedì scorso, raccogliendone la confessione e disponendone
il fermo? Questa domanda il pm Anna Landi l'ha fatta ieri
mattina in carcere a Foggia all'indagato, nel corso dell'udienza
di convalida del fermo svoltasi davanti al gip foggiano Salvatore
Casiello. Bizzarri ha risposto di non ricordarsi affatto della
presenza di pallini nei due ordigni, pur se i rilievi degli
esperti del Ris dicono il contrario. Interrogatorio drammatico
quello del presunto bombarolo (il gip ha convalidato il fermo
e disposto la detenzione in carcere) sospeso per un quarto
d'ora per una crisi di pianto dell'indiziato: è stato
necessario anche dargli un calmante. Bizzarri, difeso dall'avvocato
Domenico Torelli, è ancora scosso per quanto successo:
si dice pentito ed ha aggiunto di «non poter vivere
con il rimorso» per la morte dello studente. Per il
resto nell'interrogatorio Bizzarri ha ribadito la confessione
già resa a carabinieri e pm. Ce l'aveva con Galasso
che lo insultava e lo chiamava «cornuto» mettendo
in dubbio la fedeltà della fidanzata. Ce l'aveva con
Onofrio Palazzo perchè ostacolava la sua relazione
con la sorellastra; perchè lo riteneva responsabile
di un furto nella gioielleria avvenuto due anni fa; perchè
l'aveva portato in campagna e picchiato con altre due persone
(ha ribadito anche che ignoti esplosero colpi di pistola contro
la sua auto). Bizzarri, davanti a gip e pm, ha raccontato
come confezionò i due ordigni: la polvere pirica la
ottenne da botti natalizi acquistati a Capodanno, pressandola
in cofanetti di legno e collegandola con una batteria e fili
elettrici: aprendo gli scrigni si innescava la bomba. Sui
cofanetti aveva attaccato con la colla due stampigliature
- con la dicitura di una ditta di autoricambi di Foggia del
tutto estranea alla vicenda - che aveva creato col suo computer
(nell'elenco delle pagine gialle trovato a casa c'era un segno
corrispondente alla pagina con la pubblicità della
ditta). Aveva quindi infilato i cofanetti-bomba in buste gommate
sulle quali aveva scritto - utilizzando un computer di un
internetpoint, visto che nel frattempo il suo computer si
era rotto - i nomi e gli indirizzi di Onofrio Palazzo e Vittorio
Galasso. Poi la mattina del 17 marzo, 24 ore prima dell'omicidio,
aveva raggiunto Foggia e spedito i plichi con posta prioritaria
dall'ufficio postale di piazza Cesare Battisti. La presenza
di piombo negli ordigni, non rivelata da Bizzarri e scoperta
dai carabinieri del Ris, lascia perplessi i pm su quanto affermato
dall'indagato che nega di aver mai avuto intenzione di uccidere.
I pm credono che il movente sia effettivamente quello rivelato
dall'indiziato, ma attendono una serie di accertamenti a riscontro
o smentita di quanto dichiarato dall'indiziato. Si sta scavando
nella memoria del computer per ritrovare i file usati per
le stampigliature e cancellati, ma anche per vedere se Bizzarri
si sia collegato a qualche sito Internet per apprendere i
rudimenti per il confezionamento delle bombe: Bizzarri l'ha
escluso.
Tratto da "La Gazzetta
del Mezzogiorno" del 25/03/2006
Migliaia di persone hanno partecipato, questo pomeriggio,
alle esequie di Giorgio Palazzo, la giovane vittima del pacco-bomba.
Il feretro con la salma è giunto nella Chiesa Madre
di San Nicandro alle ore 14,40, quando la chiesa era già
gremita di persone e soprattutto di giovani, recatisi a dare
l'estremo saluto al loro giovane amico. Il rito è stato
presieduto dal vescovo di San Severo, mons. Michele Seccia,
e concelebrato dal parroco don Matteo De Meo, don Roberto
De Meo e don Giancarlo Borrelli, parroco della chiesa del
Carmine, che Giorgio soleva frequentare. "Non abbiate
paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere
di uccidere l'anima". Queste le parole del Vangelo, scelto
per la messa quasi a volersi unire al senso delle manifestazioni
di questi giorni. Su di esse si è soffermato il vescovo
Seccia sottolineando come "la grandezza di Dio, nella
tragicità di un tale evento, ci ha voluto offrire una
grande lezione di vita, di cui Giorgio è stato ambasciatore
prescelto". "E' facile abbandonarsi all'odio e al
rancore in questi casi - ha proseguito il presule nella breve
ma significativa omelia - ma abbiamo visto in tutto questo
cosa significa chiudere le porte al nostro cuore, all'amore
di Dio, e agire per conto nostro". E ancora: "il
bene, anche se muore, produce altro bene! Anche se non ci
sono risposte ai tanti interrogativi dell'uomo, sui disegni
di Dio".
Presenti alla cerimonia anche il Commissario prefettizio,
dr. Pasquale Santamaria, che per la giornata odierna ha proclamato
il lutto cittadino, i locali com.ti dei Carabinieri e dei
Vigili Urbani, il vice-com.te provinciale dei Carabinieri
e i volontari della Protezione Civile. Sull'altare il gonfalone
del Comune.
Al termine della messa, una ragazza, amica di Giorgio, ha
letto un pensiero, ricordando tutti i bei momenti passati
insieme, a scherzare con gli amici.
All'uscita del feretro, Giorgio ha trovato un sagrato e una
Piazza Colonna gremite al limite e un lungo, fragoroso applauso.
Nel volto dei parenti, degli amici e di una San Nicandro totalmente
sbigottita, il dolore, la commozione, la rabbia per una fine
così assurda.
Matteo Vocale
Un pacco bomba per vendicarsi dei numerosi torti e delle vessazioni
subiti da parte dei due destinatari delle buste, il padre
di Giorgio, un gioielliere, e un meccanico di automobili.
Sarebbe questa la confessione del giovane fermato questa mattina
dai carabinieri e ritenuto responsabile del grave attentato
che è costato la vita a Giorgio, 18 anni. Il giovane
si chiama C. B., ha 25 anni ed è di San Nicandro Garganico.
I particolari della vicenda sono stati resi noti poco fa in
una conferenza stampa dei carabinieri. C.B. era fidanzato
con la sorellastra del gioielliere O. P., padre della vittima,
Giorgio. La donna, sarebbe stato accertato nel corso delle
indagini, aveva anche una relazione sentimentale con l´altro
destinatario dei pacchi esplosivi (che non scoppiò
per un difetto di fabbricazione), il meccanico V. G., sposato
e padre di due figli.
Hanno partecipato in migliaia tra studenti, anche di Cagnano
Varano, e gente comune alla manifestazione di solidarietà
promossa dagli amici di Giorgio. Il corteo, che si è
snodato tra le vie principali della città, è
partito alle ore 18.45 da piazza D. Fioritto e si è
concluso alle 20.30 circa.
Numerosi gli striscioni che contenevano l'ultimo saluto a
Giorgio e tanto lo sgomento dei partecipanti alla fiaccolata.
Al termine del corteo hanno fatto un breve intervento il prof.
Antonio Scalzi, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico
"De Rogatis" (scuola che frequentava Giorgio), il
Vescovo di San Severo Mons. Michele Seccia e il Presidente
della Regione Puglia On. Nichi Vendola.
Poi un ultimo saluto a Giorgio è stato rivolto dagli
amici di scuola: Michele "Giorgio era un ragazzo semplice,
umile, che non amava la solitudine"; Luca "noi partecipiamo
sempre a questo tipo di manifestazioni, ma a una come questa
non vogliamo più partecipare". Si è levato
un lungo applauso.
E' stata organizzata per oggi 20 marzo alle ore 18.00 una
fiaccolata di solidarietà per le vie della città.
Saranno presenti gli amici di scuola di Giorgio e il Presidente
della Regione Nichi Vendola.
Intanto le indagini passano dalla Procura di Lucera a quella
di Foggia dato che il pacco è stato spedito dal capoluogo
dauno e tecnicamente occorre il passaggio di competenza.
Proseguono le indagini sull'uccisione di G.P. Finora sono
stati ascoltati una trentina di testimoni ed è stato
accertato che i pacchi sono stati regolarmente spediti per
posta e sono partiti da Foggia. I carabinieri del RIS stanno
effettuando i rilievi utili al caso mentre lo stabile dove
abita la famiglia P. è stato fatto sgomberare e posto
sotto sequestro.
Una ricostruzione dei fatti. Alle ore 14,00 circa, G.P., 18
anni, appena tornato da scuola trova nel portone di casa il
pacco indirizzato a suo padre, O.P., noto gioielliere. Appena
entrato in casa apre il pacco: avviene la deflagrazione. Il
ragazzo perde la mano destra, la sinistra è gravemente
dilaniata, così pure il volto. La madre, poco distante,
è colpita in volto e ferita gravemente ad un occhio,
dalle schegge dell'esplosione. Sul posto intervengono subito
alcuni vicini, tra cui un soccorritore della Croce Rossa Italiana
e un volontario dell'A.V.E.R.S. locale (Protezione Civile),
i quali hanno udito il tremendo scoppio e si sono accorti
del fumo che veniva fuori dalla porta del balcone, caduta
in frantumi; fanno fatica a sfondare la porta e trovano la
cucina e il corridoio in condizioni pietose. Scattano subito
le chiamate al 118 e 113.
Dopo 5 minuti sopraggiungono due ambulanze che, date le condizioni,
portano i due malcapitati a San Severo, per i primi interventi
d'urgenza.
Il ragazzo muore pressappoco all'arrivo in ospedale, a causa
delle gravi ferite e delle polveri che hanno infettato il
sangue. La madre è fuori pericolo, con una pesante
sutura ad un occhio.
Intanto sono già sopraggiunti i Carabinieri e i Vigili
del Fuoco presso l'abitazione, e cominciano i controlli e
i rilievi, che continueranno per tutta la notte ad opera del
R.I.S. di Parma.
Alle ore 16,30 circa giunge la segnalazione di un altro pacco-bomba
in località "Pilarossa", presso l'abitazione
di un carrozziere, V.G., alle spalle del discount Centro Casa
D'Amaro. Sopraggiungono immediatamente i Carabinieri: l'uomo
fa subito sapere che, aprendo il pacco, si è accorto
del congegno e l'ha buttato nel cortile dietro casa. I CC.,
di fatto, dopo aver recintato e fatta evacuare la zona, accertano
che si tratta di un ennesimo pacco, simile al primo, forse
di portata leggermente maggiore, che, per fortuna dell'uomo,
non è esploso a causa del cattivo funzionamento del
congegno. Vengono allertati gli artificieri del Nucleo Operativo
di Foggia, che estinguono il pericolo alle ore 19,15 circa,
dopo un ora di lavoro.
Le indagini sono condotte dalle Compagnie dei Carabinieri
di San Severo e Foggia coordinati dal sostituto procuratore
di Lucera Claudio Rastrelli.
A quanto si apprende i pacchi sono stati recapitati tramite
servizio postale: i Carabinieri stanno accertando se siano
passati per il locale Ufficio Postale, o se si tratti di un
finto postino.
Si è appreso poco fa che i carabinieri hanno ritrovato
un altro pacco bomba nell’officina di un carrozziere,
tra San Nicandro e Torre Mileto. Il ritrovamento nell’ambito
dei controlli che si stanno svolgendo a ritmo serrato dopo
la terribile esplosione che ha ucciso G.P., 18 anni, figlio
di un gioielliere del posto. Al vaglio possibili collegamenti
tra i due fatti.
E' il figlio di un gioielliere la vittima del pacco bomba
esploso nel primo pomeriggio. Si tratta di G.P. di 18 anni.
Il giovane ha trovato il pacco all'ingresso della sua abitazione
subito dopo è entrato e lo ha aperto. La deflagrazione
lo ha ucciso sul colpo. Ferita anche la madre che è
tutt'ora ricoverata all'Ospedale Riuniti di Foggia. Le indagini
sull'accaduto sono coordinate dal sostituto procuratore di
Lucera, Claudio Rastrelli.
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