| Convento
Santa Maria delle Grazie: approvato il progetto per la ristrutturazione
Approvato il progetto esecutivo per lavori di 500 mila euro
stanziati dalla Regione Puglia per il recupero del Convento
di Santa Maria delle Grazie (se ne occupa il Comune di San
Nicandro che ha nominato responsabile il geometra comunale
Nicola Giagnorio). Il progetto, inserito nell'ambito dei programmi
di finanziamento Pis Gargano del parco nazionale, riguarda
interventi di consolidamento del piano terra e del primo piano
dell'antico convento dei Frati Francescani annesso alla chiesa
di Santa Maria delle Grazie. Il convento, edificato nel 1634
per ospitare i Padri Francescani Zoccolanti Riformati, ha
attraversato varie vicende: strappato ai frati nel 1866, cadde
nell'oblio e nell'incuria; fu destinato ad ospitare scuole,
poi gli sfollati della seconda guerra mondiale, fino ad essere
adibito addirittura a deposito comunale per i mezzi della
nettezza urbana. Solo nel 1977 tornò ai Frati Minori
che però poterono tornare ad abitarvi solo nel 1992
in seguito al recupero del piano terra. Negli anni scorsi
altri interventi di recupero interessarono il tetto con interventi
di copertura e di consolidamento grazie ai fondi stanziati
da vari enti (40 milioni di lire dalla Regione, 50 milioni
dalla Comunità Montana del Gargano e altri 40 dalle
autorità ecclesiastiche) per porre un freno al disfacimento
delle strutture murarie causato dalle intemperie e da più
di un secolo di abbandono. Misurata soddisfazione esprime
Padre Giuseppe Di Condio, parroco di Santa Maria delle Grazie,
che abita nel convento insieme a Padre Tonino: «Questo
nuovo finanziamento aggiunge un nuovo tassello importante
nel faticoso percorso per il completo recupero del nostro
convento che necessita ancora di altri interventi per renderlo
pienamente fruibile e per salvarlo dall'aggressione del tempo
e di moltissimi anni di abbandono». Sono numerose le
stanze del convento, che è diviso in una trentina di
cellette destinate ad ospitare i religiosi ed alcuni spazi
comuni più ampi, il refettorio, la cucina, la dispensa,
la lavanderia con l'annesso caminetto per scaldare l'acqua,
il chiostro con le arcate (murate) con il pozzo centrale.
Il tutto su tre piani, con tante finestre, molte delle quali
murate, dalle quali si apre lo sguardo ad ovest sulla valle,
sul lago di Lesina, sul mare e, a sud-est, sui giardini e
sul corso della città. Un bene prezioso, l'antico convento
del 1600, che la città aveva abbandonato al suo destino,
assistendo, muta, al suo progressivo decadimento che lo aveva
ridotto quasi allo stato di rudere, ma del quale va, ora,
pian piano riappropriandosi quale testimonianza prestigiosa
della sua storia, non solo luogo di culto, ma tra i primi
presidi culturali dell'epoca. Motivo di lustro e di prestigio
per la città che lo ospitava, il Convento fu, infatti,
uno dei primi della Puglia, per importanza. Costruito, nella
pianta originaria, quale «Ospizio S. Maria della Misericordia
per i Religiosi Riformati della provincia S. Angelo in Puglia»,
successivamente venne ampliato e destinato a convento (rinominato
Santa Maria delle Grazie), per volere del clero di S. Nicandro
(arciprete ed altri 11 sacerdoti), del vescovo di Lucera,
del barone di San Nicandro e dei sannicandresi che con petizione,
presentarono richiesta per l'edificazione del convento dei
Padri Francescani Zoccolanti Riformati. Tra il 1629 e il 1634
furono eseguiti i lavori per la realizzazione del convento
e della Chiesa annessa, a spese del popolo, «colle limosine
di persone divote e colle fatiche e industrie» dei religiosi
che vi vivevano. All'epoca vi abitarono 20 frati, ma ne poteva
ospitare fino a 30. Il convento riveste un ruolo importante
nella provincia, come riportano i documenti dell'epoca, quale
sede di Studentato filosofico: «... luogo di Professorio,
studio di Filosofia» come emerge da uno studio sul convento
condotto da don Giovanni Marsilio.
Anna Lucia Sticozzi |