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Raffica di arresti nel Gargano


Potrebbe essere la parola fine alla sanguinosa faida che da trent'anni stringe in una morsa di violenza e terrore il promontorio del Gargano. L'operazione condotta dai carabinieri del ROS di Bari e del comando provinciale di Foggia, ha coinvolto 123 persone considerate dagli investigatori esponenti di spicco del presunto clan "Romito-Libergolis".

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari Vito Fanizzi su richiesta del sostituto procuratore inquirente della DDA di Bari Domenico Seccia. Circa 800 i militari impiegati nell'operazione, ancora in coso e che a quanto si è saputo vedrebbe coinvolti anche due carabinieri e un agente di polizia.

Attraverso indagini tecniche che fra l´altro, in taluni casi hanno consentito di "registrare confessioni ed ammissioni dettagliate di omicidi ed agguati", di documentare summit e cessioni di droga "in tempo reale", i militari ritengono di aver ricostruito le complessive dinamiche nell´area garganica, "segnata dall´impressionante sequela di ben 15 omicidi".

La lunga scia di sangue per i Libergolis e gli Alfieri-Primosa è cominciata nel ´78 con l´omicidio di Lorenzo Ricucci. Le sparatorie continuarono negli anni '80 e poi negli anni '90. Con l'operazione di oggi i militari ritengono di aver identificato anche i responsabili degli ultimi omicidi, quelli dello scorso anno, di Daniele Scanzano, e di Tarantino e Vocino.

"Un grazie doveroso va alle donne che hanno collaborato a questa indagine", ha detto il pm Seccia; hanno rotto vincoli famigliari e di omertà. La donna che più di tutte ha collaborato alle indagine è l'ex convivente di un presunto boss mafioso di San Nicandro Garganico (Foggia) che ha voluto allontanarsi dal mondo in cui viveva anche perché - ha detto il pm Seccia - "era stata testimone oculare di numerosi e cruenti delitti e aveva visto morire molta gente".

Il pm ha ricordato la spietata esecuzione dei coniugi Maria Rinaldi e di Michele Mangiacotti, avvenuta a San Marco in Lamis il 16 luglio 2003, sotto gli occhi dei loro due figli. Per il procuratore nazionale antimafia, Piero Luigi Vigna, l´ operazione compiuta oggi dai carabinieri nel Gargano è "importante" perché è intervenuta "in un momento di evoluzione particolarmente pericolosa di gruppi criminali che, partiti come criminalità rurale, si stava evolvendo nella criminalità economica".

Daniela Zazzara per FoggiaIn
Sequestro di beni

Beni per oltre 25 milioni di euro, appartenenti a numerosi gruppi criminosi del foggiano (clan Libergolis-Romito, Ciavarrella, Martino e Di Claudio/Mancini). Sono costituiti da numerose attivita' commerciali in vari comuni della zona garganica e in Lombardia: 133 terreni, 27 fabbricati, 9 masserie, 4 societa' e 38 auto. Tra i beni anche un maneggio, un'agenzia di pompe funebri, un club privato e una pista per go-kart.

Fonte Ansa del 26-06-2004
Sequestro discarica abusiva

Sequestrata una discarica abusiva in via Lauro in una zona periferica densamente abitata, lungo una delle strade di accesso al paese. Un intervento deciso del Novis (Nucelo Operativo di Vigilanza ed Ispezione Sanitaria della Asl) ieri mattina, ha dato il via alla procedura per il sequestro (che sarà convalidato in seguito dalla Procura della Repubblica di Lucera) della discarica abusiva di via Lauro sita in un'area attigua ad un campetto di calcio in disuso, che sarà destinata alla realizzazione dell'interporto.

Più volte denunciata dai residenti e dai cittadini che transitano in quella zona, la discarica, nata "spontaneamente" per il deposito crescente di roba vecchia, rifiuti ingombranti, elettrodomestici ed altro, stava ormai assumendo una dimensione preoccupante anche per le tipologie di rifiuti che "ospita".
Preoccupante, infatti, a quanto pare, la presenza di rottami di eternit (un tempo utilizzato in edilizia) le cui polveri di amianto sono altamente cancerogene. Inutili i cartelli di divieto di scarico materiali posti nella zona, in prossimità dei quali pare che ancora stamattina qualcuno si apprestasse ad abbandonare rifiuti. Una incivile consuetudine che offende e deturpa l'ambiente.

Probabilmente sarà questo il motivo per il quale molti sannicandresi hanno ripreso a depositarvi rifiuti, non avendo perso quella poco edificante abitudine. Ora la procedura avviata dagli ispettori del Novis, Agostino Trombetta, Marcello Celozzi e Sergio Gildone, coordinati da Luigi Urbano, dovrebbe proseguire con il picchettaggio dell'area ad opera degli operai del Comune e la successiva bonifica della zona.

Anna Lucia Sticozzi per "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 23-06-2004
Sequestro commercianti s'indaga sugli aggressori

Proseguono, a ritmo serrato, le indagini degli inquirenti volte a identificare i malviventi che due notti fa hanno aggredito selvaggiamente due venditori ambulanti asiatici che dormivano in macchina in corso Garibaldi. Stretto riserbo sugli indizi al vaglio degli investigatori per un'indagine che risulta piuttosto difficile a causa dell'esiguità del numero dei testimoni (il fatto è avvenuto intorno alle 4 di mattina) e per le difficoltà ad identificare gli aggressori da parte delle vittime, avendo agito con il volto celato sotto un cappuccio. Oltre alle lesioni personali (all'uomo sono state procurate gravi ferite alla testa) e al tentato furto dell'automobile con la merce che conteneva, è confermato, a quanto pare, anche il sequestro di persona ai danni della giovane donna, ritrovata, dopo più di un'ora, mentre vagava in stato confusionale dall'altra parte del paese, nei pressi del poliambulatorio.

Un episodio gravissimo, di una barbarie inaudita, quello accaduto a Sannicandro, dove la gente è rimasta incredula e sgomenta alla notizia di tanta violenza consumata sul corso, sulla strada principale del paese, nei giorni della festa patronale in cui si riversano proprio su quella strada tantissimi ambulanti di nazionalità straniera. Difficile che si sia trattato di un episodio di intolleranza, quanto piuttosto di una vile bravata di un branco di balordi. Ipotesi entrambe inquietanti ed infami rispetto ad una collettività mai intollerante, dove convivono, perfettamente integrati, tanti nuclei familiari extracomutari. Così come assolutamente inedita appare l'aggressione ed il sequestro della ragazza.

Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 20-06-2004
 
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