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D'Elio fa il "pieno"
Il sito archeologico di Monte d'Elio continua a rappresentare
una tappa di notevole interesse storico-culturale per i turisti
che percorrono gli itinerari garganici: l'altro giorno il
pienone»con molti visitatori A fare
gli onori di casa» il presidente del circolo Iride Legambiente
San Nicandro Nazario Bizzarri che da anni si occupa della
valorizzazione del luogo. «Gli amici opsiti sono rimasti
affascinati, ma sappiamo tutti che sono ancora tanti i tesori
nascosti presso il sito - ammette Bizzarri - ma mancano i
finanziamenti ed è tutto fermo. Peccato, perchè
soltanto qualche anno fa le ultime scoperte hanno fatto tornare
alla luce una serie di affreschi che rappresentano crociati
in partenza per la guerra santa e una rappresentazione simbolica
della triplice cinta sacra, rinvenuti sulla sinistra della
Chiesa di Santa Maria di Devia». Sul luogo sono già
stati, in passato, eseguiti saggi di scavo per riportare alla
luce l'antica città di Devia, originario
insediamento abitativo dal quale deriverebbe la città
di San Nicandro. Situato a pochi passi dalla cittadina garganica,
sulla strada per Torre Mileto, il sito dell'antica città
di Devia sembra immerso nel mare azzurro come la prua di una
grande nave, tra il Lago di Lesina e quello di Varano. Costellato
di immense e secolari piante di olivastro, il sito archeologico
di Monte d'Elio si presenta ricco di varie specie vegetali
e arboree oltre che da animali selvatici. Alla fine del pianoro
antistante la chiesa omonima, è possibile ammirare
il Lago di Lesina con la sua zona di ripopolamento faunistico
e le vicine Isole Tremiti. Monte d'Elio oggi è più
conosciuto, dalla maggior parte dei turisti, proprio grazie
alla Chiesa di Santa Maria che si scorge da lontano immersa
nel verde, con la sua architettura in pietra bianca, dalla
strada che porta da Sannicandro a Torre Mileto. La chiesa
di Santa Maria è stata dichiarata bene di notevole
interesse storico nazionale, con declaratoria del novembre
del 1968 e sottoposta a tutela a norma delle leggi in materia
di beni culturali. L'edificio sacro ricopre
un posto importantissimo tra i monumenti architettonici di
epoca romana sul Gargano. Il suo interno, per esempio, è
impreziosito da cicli di affreschi del XIII e XIV secolo,
con alcune rappresentazioni della Madonna con Bambino e Santi,
un'annunciazione e un Cristo Pantocratore dalle fattezze stilistiche
che richiamano alla mente tipologie iconografiche presenti
in altre regioni d'Italia. Della valorizzazione del luogo
si è occupato, negli ultimi anni, anche il circolo
Iride Legambiente di San ìNicandro. Completamente recuperata
la chiesa e qualche tempo fa erano stati avviati anche gli
scavi per riportare alla luce l'antica città
di Devia. Interventi resi possibili grazie ad un finanziamento
con fondi Pop di un miliardo delle vecchie lire.
Tratto da "La Gazzetta
del Mezzogiorno" del 20/08/2006
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