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 Materne, insegnanti in rivolta

Protestano vivacemente le insegnanti della scuola materna contro la decisione del consiglio comunale di chiuderla con soppressione scalare delle tre sezioni. «Si tratta - affermano le insegnanti in una lettera indirizzata ai consiglieri comunali e ai dirigenti di tutti gli istitituti scolastici della città - di chiusura di una istituzione dovuta ad interessi privati ed al fatto che l'efficienza di tale scuola dà fastidio ad alcuni personaggi, una inutile concorrenza a quella statale, provocando disservizi e costringendo qualche insegnante a viaggiare per lavorare fuori.

La delibera di consiglio comunale - proseguono le insegnanti Maria Lucia Grana, Carmela Giagnorio, Maria Antonietta Canova e Teresa Cendamo, firmatarie della missiva - è stata adottata in palese violazione di legge: infatti, non sono stati preventivamente consultati i sindacati di categoria così come prevedono le disposizioni legislative e contrattuali, per il semplice motivo che tutte le organizzazioni sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie avrebbero certamente espresso il loro parere sfavorevole, trattandosi di una istituzione efficiente e di interesse collettivo. Altra violazione è la mancata comunicazione di avvio del procedimento al personale docente e non, per dare la possibilità ai diretti interessati di esprimere le proprie riflessioni e deduzioni. Neanche questo è stato fatto perchè, probabilmente, chi amministra il comune di San Nicandro ritiene di poter governare senza rispettare le regole democratiche».

Non solo violazioni di legge, ma anche valutazioni di merito sbagliate sostengono siano state effettuate le insegnanti rispetto all'annuncio dell'assessore alla pubblica istruzione Michelina Stuccilli di voler istituire un asilo nido per offrire un servizio che a Sannicandro non c'è. «A chi servirà? - si chiedono le maestre - E' inconcepibile chiudere una scuola ben funzionante per giustificare l'apertura di un asilo nido, quando non si ha neanche la più pallida idea di cosa possa essere ed in un contesto come il nostro». «I consiglieri comunali che hanno approvato tale atto - concludono le insegnanti - avrebbero dovuto porsi una domanda: perché i genitori scelgono la scuola materna comunale? Probabilmente il motivo è da ricercare nel nostro impegno quotidiano, nella nostra professionalità. allora, perché si vuole chiudere tale scuola e togliere a genitori e figli questo inviolabile diritto di scelta?>>
Tratto da "La gazzetta del mezzogiorno" del 05-02-2005
 
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