| La
vicenda Marinacci
Il Sindaco Marinacci venne posto agli arresti
domiciliari l'8 gennaio scorso sulla base di un'ordinanza
di custodia cautelare ai domiciliari emessa
dal Gip di Lucera Carlo Chiriaco. L'accusa ipotizza i reati
di abuso d'ufficio e falso materiale in atto pubblico in merito
a un'ordinanza di demolizione di due baracche abusive di prodotti
ittici poste sul lungomare di Torre Mileto.
Il sindaco, con propria ordinanza (la numero 24), ordinò
la demolizione dei manufatti e il ripristino dello stato dei
luoghi, ritenendo le strutture fatiscenti e allo stesso tempo
pericolose per la salute e l'igiene pubblica. Le baracche
furono demolite il 17 aprile scorso, ma per
i magistrati il sindaco non aveva titolo per intervenire;
secondo il Pm Rastrelli, lo stesso avrebbe protocollato con
ugual numero ordinanze di abbattimento che, invece, riportavano
date diverse.
Il 13 gennaio scorso il sindaco venne convocato
al Tribunale di Lucera per esporre le proprie memorie davanti
al Gip; in tale occasione il primo cittadino si avvalse della
facoltà di non rispondere.
Il 19 gennaio si tenne, invece, l'udienza di richiesta di
scarcerazione presso il Tribunale della Libertà di
Bari. Successivamente i giudici decisero
di rigettare tale richiesta presentata dai legali De Perna
e Metta.
Il 12 marzo scorso, sulla base di ulteriori prove a discarico,
venne presentata una seconda richiesta di scarcerazione al
Tribunale della Libertà: anch'essa respinta.
Il 24 marzo scorso, presso l'aula Gup del Tribunale di Lucera,
il Pm Rastrelli chiese il rinvio a giudizio del sindaco Marinacci
mentre i legali dello stesso chiesero lo svolgimento del processo
con le modalità del Giudizio abbreviato. Tale richiesta,
dopo la decisione in camera di consiglio, venne accolta dal
Gup Filomena Mari e fissato l'inizio del procedimento penale
al 7 aprile 2004.
Il 7 aprile scorso, dunque, ebbe inizio il processo
a carico del sindaco. Lo stesso è difeso dagli avvocati
De Perna e Follieri mentre i proprietari delle baracche demolite
(costituitisi parte civile) sono difesi dall'avvocato Quartarone.
In tale occasione è avvenuta l'arringa del Pm (che
ha chiesto la condanna a 16 mesi di reclusione),
dell'avvocato di parte civile (che ha chiesto il risarcimento
dei danni ammontanti a 300.000 euro) e quella dell'avvocato
De Perna. Lo stesso Gup ha anche disposto la scarcerazione
del sindaco e il rinvio dell'arringa dell'avvocato Follieri,
con contestuale sentenza, all'udienza del prossimo 14 aprile
2004.
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