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Fiera d'Ottobre del Gargano
L'inaugurazione:
a cura di Emanuele Cervone addetto Ufficio
Stampa
Alle ore 14.30 di ieri, 13 ottobre,
nella Città di San Nicandro Garganico ha preso il via
la 162^ FIERA D’OTTOBRE del GARGANO.
La storia vuole che essa sia nata durante i primi anni della
fondazione della città che ne fa vanto, e tanto si
può desumere dal fatto che è cadente nei termini
legati all’antico fenomeno storico della “transumanza”:
“orizzontale, o grande” quando a metà giugno
i pastori sannicandresi spostavano le greggi verso i monti
molisani-abruzzesi per poi ritornare, a fine settembre, ripercorrendo
gli antichi tratturi che collegavano Molise, Abruzzo
e Puglia; “verticale, o piccola” quando,
verso metà giugno si spostavano sulle montagne del
Gargano per poi, in dicembre, ritornare a
valle. Pare, che furono proprio quei grandi movimenti in massa
che consentirono i primi interscambi caratterizzati dal commercio
di bestiame che, con il passare degli anni, prese il nome
di “FIERA”.
Accadde, così, che già dalla denominazione sveva
la ricorrenza, allora cadente nei mesi di giugno e ottobre,
assunse forte rinomanza esterna per poi essere certificata,
nel XVII secolo, con documenti inconfutabili dai quali si
evince che “la FIERA di SAN
NICANDRO GARGANICO” fin dall’inizio è
polo di attrazione e incontro non solo per la gente paesana,
ma per tant’altra del Molise, della Campania, del Tavoliere
della Puglia e di tante altre regioni italiane che, appunto,
durante la ricorrenza coglievano l’opportunità
per scambi di bestiame, merce e, finanche, per contrattare
e far contrarre matrimonio ai propri figli. Inoltre, la data
della sua ricorrenza, fatta eccezione di un periodo che va
dalla fine della seconda guerra mondiale al 1994, è
stata sempre subalterna alla fiera di Foggia, istituita dagli
Aragonesi, in quanto richiamo provinciale per diversi armentari
che, immediatamente dopo, si recavano alle porte del Gargano
per visitare la non di certo meno interessante FIERA di San
Nicandro Garganico, definitivamente istituita, con alcuni
regi decreti borbonici, nel 1842, durante
il regno di Federico II di Borbone; decreti che riconobbero
il suo ruolo e la sua importanza sul territorio provinciale
e del Gargano, però, sempre senza stabilirne la data
precisa della sua celebrazione.
Così il proseguo della storia volle che nel 1933, periodo
fascista, fu istituita, con delibera di Consiglio Comunale,
ancora per una volta con cadenze in giugno, in onore dei Santi
Patroni dell’ora Città, e nel mese di
ottobre. Poi, da subito dopo la fine del secondo conflitto
mondiale, 1946, al 1994 l’evento, cadente nei primi
tre giorni di ottobre, iniziò ad essere trasformato
in un grande e monotono mercato che, dagli anni sessanta,
aveva perso tutte le pregiate caratteristiche che gli davano
il privilegio di essere la regina delle fiere del Gargano
e fiore all’occhiello espositivo delle attività
ad essa connesse che, per forte volontà e costante
impegno del Sindaco On. Nicandro MARINACCI, stanno ritornando
a far luce sul di certo tesoro occorrente per lo sviluppo
socio-economico-occupazionale-culturale non solo dei sannicandresi,
ma di una storia che, oggi come mai, ha bisogno di un pizzico
di fratellanza, giusto quella che si ritrova quando, tralasciando
i pesanti pensieri che ci attanagliano il quiete vivere, ci
addentriamo nel mondo magico della FIERA D’OTTOBRE
DEL GARGANO della CITTA’ DI SAN NICANDRO GARGANICO,
in provincia di Foggia, capitale Europea dei Fiori Ornamentali
dove, ogni giorno, rassegne, seminari di studi, presentazione
lavori letterari, lezioni di equitazione e attrazioni equestre,
espositori (oltre duecento per prodotti più vari),
convegni (Valorizzazione prodotti tipici di qualità
del Gargano; Eutanasia aspetti etici e morali; Presente e
futuro delle politiche sociali; Problemi locali quali Istmo
e Sacca Orientale; Valorizzazione aree interne, marine e incremento
razze autoctone), sagre (Carni nostrane;
porchetta della razza nero dauno – garganica; Sarde
dell’Adriatico e cefali del Lago di Lesina; Capra garganica;
Sapori prodotti garganici), degustazioni (Vini
e prodotti per lo più locali), folclore (Concerti musiche
folk garganiche; Balli popolari e di gruppo; spettacoli) e
tant’altro (Animazioni; Passeggiate a cavallo e lezioni
gratuite di equitazione per i visitatori; escursioni guidate
attraverso i boschi locali e per visitare luoghi caratteristici
quale “Dolina Carsica di Pozzatina” e tant’altro),
regalano momenti antichi, moderni e futuristici che, almeno
in quei momenti, hanno la forza di strapparti dalla crude
realtà che l’evento ha la forza di respingere
fuori del suo ambito.
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